LE ABILITA’ DEL TEAM IE: lo stato d’animo positivo (4/4)
Nei precedenti articoli abbiamo visto, uno per uno, sei qualità che è necessario sviluppare per ottenere un team emotivamente intelligente.
Fino a qui abbiamo capito quanto sia importante creare le condizioni per ottenere connessione tra i membri della squadra. Ora si tratta di sviluppare la settima e ultima abilità.
Cosa fa bene alla squadra? La capacità di essere soddisfatti del presente (felicità) e la fiducia nei risultati futuri (ottimismo). In poche parole: stato d’animo positivo.
Seligman (1991) ha notato che la misura in cui le persone assegnano permanenza, pervasività e personalizzazione alle cose che accadono ha un effetto diretto sul proprio stato mentale.
Per comprendere questo aspetto ti basta porre tre domande e ascoltare le risposte:
- con quale frequenza reputi che ti accadano cose buone e cose cattive nella vita?
- poni un limite alla portata e agli effetti delle spiegazioni che ti dai rendendole il più specifiche possibile?
- Sei comprensivo quando valuti perché ti sia capitato qualcosa di brutto?

La risposta onesta e sincera a queste tre domande ti darà tre parametri sui quali ragionare:
- La frequenza con la quale l’ottimismo/pessimismo si manifesta.
- L’estensione dell’ottimismo/pessimismo verso altri aspetti della propria vita.
- L’atteggiamento ottimista/pessimista in relazione a ciò che ci accade.
Cosa serve per coltivare l’ottimismo e la felicità all’interno del team?
- Atteggiamento positivo e risoluto. Questo approccio mentale ti aiuta a pensare in modo più ampio e creativo. Un sorriso, una pacca sulla spalla, un cenno positivo sono semplici atteggiamenti che inducono positività.
- Portala tu per primo, indipendentemente dal tuo ruolo. Portare speranza solleva tutta la squadra!
- Curiosità. Farai emergere possibilità sorprendenti.
- Guarda verso il futuro con il sorriso.
- Atteggiamento di abbondanza. Altro che gioco a somma zero: attiva un atteggiamento win/win.
- Giocosità. Quando ci si diverte ci produce di più. Risparmi tempo, denaro e aumenti il fatturato. Ti sembrano tre validi motivi per divertirti sul posto di lavoro?
- Vivi con entusiasmo (dovrebbe essere lo scopo della vita di ogni persona) e sarai un’ispirazione per gli altri.

Considera che spesso vince la tendenza a voler migliorare i punti deboli delle persone, con la conseguenza che il focus resta su ciò che si sbaglia, ottenendo miglioramenti minimi su quelle stesse abilità, quando invece sarebbe più utile massimizzare ciò che le persone sanno fare meglio.
Nel test di Gallup, la domanda principale alla quale il team dovrebbe rispondere “sì” suona più o meno così: il tuo lavoro, quotidianamente, ti permette di dedicarti a ciò che sai fare meglio?
Cerca le differenze tra le qualità dei membri del tuo team e bilanciale: in questo modo potrai creare una squadra forte, rafforzando al tempo stesso le connessioni tra le persone.
Spesso mi chiedono se coltivare le amicizie può rafforzare il team. Secondo una ricerca[1] in ambito aziendale, la soddisfazione dei dipendenti aumenta di quasi il 50% se hanno amici “stretti” al lavoro. Lealtà, fiducia e alta energia sono attributi universalmente richiesti ai team.
Si tratta quindi di avere un “amico che ti guarda le spalle” sul lavoro. E tu? Ce l’hai un* amic* così in squadra?
Empatia, flessibilità e responsabilità al servizio della squadra.
Sai cosa manca di più sul lavoro? L’empatia. Per troppo tempo si ha avuto la tendenza a trascurare le emozioni e la connessione emotiva sul luogo di lavoro, per poi scoprire che la vera chiave del successo è proprio l’intelligenza emotiva, di cui l’empatia è uno dei pilastri.
Per comprendere gli altri devi comprendere prima te stesso: come ti senti? Perché?
Ti sarà capitato di sentirti porre questa domanda: “come pensi che mi senta?” Beh, la miglior risposta potrebbe essere “perché non provi tu a spiegarmelo così io posso capirti meglio.” Ecco un ottimo esempio di empatia al lavoro.
Difficile? Hai sperimentato uno sforzo fisico per la prima volta? E quella di ripetere quello stesso sforzo in modo ripetuto nel corso del tempo? Allo stesso modo di un muscolo, anche la tua empatia cresce. L’importante è diventare flessibili, in modo da permettere ai tuoi “muscoli” di comprimersi e allungarsi per diventare più forti.
Ti serve pazienza, e questa è una tua responsabilità. Solo in questo modo vecchi comportamenti possono essere sostituiti da quelli nuovi più efficaci.
Quindi assumiti la responsabilità di cambiare la tua quota di attività necessaria alla creazione di un miglioramento nella squadra.
Il miglior consiglio che mi sento di darti è quello di essere trasparenti perché ciò significa essere onesti e aperti verso gli altri. Perseguendo la trasparenza diventi affidabile, e quando la tua affidabilità aumenta anche la tua sfera di influenza si allarga.
Se a questo unisci umiltà (e un po’ di coraggio) vedrai fiorire qualcosa di straordinario nella tua squadra: leader che creano altri leader emotivamente intelligenti. Ecco il risultato finale dell’applicazione del modello proposto.
Non ti resta che applicarti, un passo alla volta, un’abilità alla volta, una persona alla volta.
[1] Tom Rath in Vital Friends (2006)