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Luca Novello

H2H COACH | Conoscere, capire, agire concretamente per ottenere risultati  | luca@lucanovello.it

Capita che certe frasi feriscano più di altre. Che quando ti vengono rivolte soffri. Arrivano come un pugno in pancia e ci stai male.

Questo capita perché ognuno di noi, da qualche parte, lì nascosta, ha una falla, un tasto dolente.

Il tasto dolente si nasconde tra le pieghe dell’infanzia e riaffiora tra le rughe dell’età adulta. In quelle linee si nascondono le nostre storie personali, quei ricordi che riguardano noi e solo noi e per questo difficilmente comprensibili agli altri.

Magari puoi cercare di spiegare perché quella frase “sei come tuo padre”, “sei sempre il solito”, “oh, ma come sei permaloso” etc… ci provocano quel turbamento, ma il più delle volte la nostra reazione apparirà esagerata agli occhi altrui.

Come fai a spiegare che dietro quelle parole si nasconde il mondo della tua fanciullezza, magari quello che ti ha fatto soffrire, o che ti ricorda che, in quella determinata occasione, avresti voluto sparire, o ancora che ti sarebbe piaciuto che ti vedessero anziché ignorarti?

È dura, lo so. Ma c’è un modo di cogliere l’indizio che il tasto dolente ti offre.

Dunque prendi un conflitto che hai appena avuto e rispondi, nero su bianco, a queste domande:

Quale episodio della tua infanzia ti ricorda?

Cosa avresti voluto che accadesse di diverso?

E oggi cosa potresti fare?

Come cambierebbero le tue emozioni?

Verso chi?

Ecco una serie di domande che possono venirti in aiuto per porti in una diversa prospettiva: riguarda la tua infanzia, gli attori intorno a te non sono più gli stessi. Puoi lasciarlo nel passato, quel ricordo.

In fondo si tratta di un conflitto, non di una guerra. Quel tasto dolente non è una bomba a mano scagliata per uccidere. Sono piuttosto una parola, una frase, un nome (a volte un’immagine) che riaffiorano per permetterti di riavvicinare le parti. Se non con il tuo interlocutore almeno con il tuo passato. E rimetterti in pace.

Ma se al conflitto viene associata l’idea di guerra, come facciamo a vederlo in modo diverso?

Beh, magari prendo le distanze da questa metafora poco produttiva (la guerra) e torno all’origine della parola: conflitto deriva dal latino e significa soffrire insieme (non contro!). È una parola che contiene il prefisso CUM, lo stesso che trovi in altre parole come comunicazione, coinvolgimento, compagnia, per esempio.

Se vuoi approfondire il tema del “tasto dolente” ti consiglio di leggere il libro di Daniele Novara, La manutenzione dei tasti dolenti.

Oppure, se ti è più facile, contattami.

Ti posso dare una mano.

Buon lavoro.