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Luca Novello

H2H COACH | Conoscere, capire, agire concretamente per ottenere risultati  | luca@lucanovello.it

Sono stati inventati i frigoriferi, ma il tuo cervello non lo sa (parte 1 di 3)

“Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.” – Sigmund Freud –

Quanto stai per leggere si basa sull’intuizione di Paul McLean, medico e ricercatore, secondo il quale la struttura del nostro cervello va analizzata dal punto di vista evolutivo.

La sua suddivisione del cervello in tre parti (cervello trino) è risultata utile per comprendere che, man mano che i comportamenti e le funzioni che il cervello deve padroneggiare si complicano, nuove strutture crescono sopra quelle già esistenti. Immagina che durante la costruzione di un palazzo, una volta fissate le fondamenta, nuovi piani vengano costruiti.

I nuovi livelli devono integrarsi con quelli esistenti per formare un tutt’uno che abbia senso e che svolga la sua funzione: quella di far convivere ciò che già esisteva con ciò che è stato appena creato. Infatti, per costruire il terzo piano di un palazzo, non ti puoi sbarazzare del secondo o addirittura delle fondamenta, corretto?

Ecco che la conoscenza a livello pratico del funzionamento del cervello che stai per avere nelle prossime righe ti permetterà di sapere cosa avviene dentro di te e di gestirlo meglio.

300 milioni di anni fa, sul nostro pianeta, il cervello dei rettili fa la propria comparsa. E cosa fa un rettile per tutto il giorno, oltre a rimanere sdraiato a prendere il sole? Si occupa di quattro obiettivi primari:

  • Nutrirsi
  • Riprodursi
  • Attaccare e scappare
  • Ricercare, esplorare, desiderare cose nuove

In sostanza, il nostro cervello ancora oggi si porta nella testa un bel coccodrillo. E se ti è capitato di prendere uno spavento, allora sai di cosa parlo: il tuo battito cardiaco aumenta all’improvviso e la respirazione si intensifica. È l’istinto di sopravvivenza: stai cercando di capire in una frazione di secondo se attaccare o scappare. Quindi il tuo cervello, sapendo che è un’evenienza che può capitare, vuole accumulare energia perché in caso di pericolo dovrai spenderla tutta: se muori non ti servirà a nulla averne accumulata.

A un certo punto della storia fanno la loro comparsa i mammiferi, animali sociali accompagnati dalle relative emozioni. Famiglia, organizzazione sociale, amore, innamoramento, ecc.

Nel momento in cui gli uomini vivono insieme, hanno la necessità di comunicare attraverso un linguaggio, stabilire regole di comportamento logiche, effettuare connessioni di causa-effetto (o evadere le tasse, come scrive Pietro Trabucchi in Opus).

Ecco che questa sequenza evolutiva ci porta a una considerazione: i tre cervelli di cui siamo dotati hanno obiettivi diversi e possono (e spesso lo fanno) andare in conflitto.

Ad esempio, il tuo cervello vuole nutrirsi tutti i giorni, più volte al giorno, per quel meccanismo di cui sopra. In sostanza, sono stati inventati i supermercati e i frigoriferi, ma lui non lo sa: quando vede cibo vuole mangiare perché non sa se domani ne avrà a disposizione.

Questo cervello è una dotazione di base di ogni essere umano, non è modificabile. È il cervello che ti ha permesso di essere qui oggi a leggere questo libro. Senza di lui la nostra specie non sarebbe sopravvissuta. Ti ha messo al riparo dai pericoli e ti ha fatto agire quando serviva.
È un cervello curioso, attento, sempre in stato di allerta. Lui risponde a questa domanda: mi posso fidare di chi ho davanti?

L’esperienza non lo può modificare e funziona in modo istintivo, senza manuale d’uso.
Chi può tenere a bada questo cervello? La parte logica, la terza fase dell’evoluzione dell’encefalo, la neocorteccia. Infatti, davanti al dubbio se mangiare altri tre piatti di pasta oppure fermarsi al primo, è proprio lui che interviene. La sua domanda di riferimento è: mi sembra ragionevole?

Ma c’è di più, perché tra il primo e il terzo cervello c’è una parte, quella che in realtà sceglie davvero, la parte più egoista ed emotiva, quella limbica, che si chiede: cosa c’è per me?

A questo punto potresti porti una domanda: che attinenza ha questo processo evolutivo con l’argomento di questo capitolo, cioè con la comunicazione?
È un’ottima domanda e la risposta è: piena attinenza, perché se questo è il meccanismo del funzionamento del nostro cervello, allora significa che anche in relazione alla comunicazione dobbiamo considerare i meccanismi di ingaggio di queste tre parti: rettile, limbica, neocorteccia.

Nel prossimo articolo ti spiegherò un cervello alla volta, come funzionano dal punto di vista linguistico e quali sono le loro caratteristiche principali.