Team emotivamente intelligenti.

Quasi ogni parte della nostra esperienza quotidiana è legata al buon funzionamento di un team. Pensaci: il fatto che un prodotto sia disponibile on-line o sulla mensola di un negozio dipende dal lavoro di una serie di team. Perfino la fila che si va allungando al supermercato è espressione della funzionalità di un team.

Parafrasando quanto già espresso nei capitoli precedenti, se nel tuo team puoi individuare chiaramente le funzioni che illustriamo qui sotto, hai una vera squadra. In caso contrario hai per le mani un semplice gruppo di persone.

  • scopo: l’assenza di uno scopo è una delle fonti più probabili di disfunzione più del team
  • produttività: un Team ha bisogno di feedback che sia chiaro e utile e ha bisogno di sapere che il lavoro svolto contribuisce agli obiettivi dell’organizzazione in modo significativo; lo scoraggiamento dà inizio al declino del team; risultati più scarsi, creatività in calo, impegno insufficiente, aumento del turn-over
  • numeri: servono almeno due o più persone per parlare di team
  • longevità: a parte quando un team viene formato per un periodo limitato di tempo
  • responsabilità: strettamente legata alla presenza di uno scopo e alla produttività
  • potere: autorità e influenza, dove per autorità intendiamo la capacità diretta di dare ordini, che esprime quindi il potere del leader di fissare scadenze, allargare o ridurre la squadra; per influenza intendiamo un concetto più sottile ed elegante dell’autorità, che il più delle volte porta a risultati migliori

Se questi principi sono confermati dal lavoro delle persone che lavorano insieme allora sei davanti a un team. Ma questo basterà a produrre i migliori risultati possibili? È una domanda che ha appassionato molti esperti del lavoro di squadra e la risposta alla quale si è giunti è che oggi, più che in passato, un team deve raggiungere una maturità emotiva, o meglio deve fondarsi sull’intelligenza emotiva.

Infatti i principi che guidano i team emotivamente intelligenti sono questi:

  1. capacità di comprendere le proprie emozioni
  2. usare le proprie emozioni con saggezza, saperle gestire e come esprimerle intenzionalmente
  3. comprendere e rispettare le emozioni degli altri
  4. capacità di rispondere alle emozioni altrui, influenzarle e interagire con esse
  5. applicare i punti da 1 a 4 per ottenere relazioni produttive e soddisfacenti

Considera, e il biennio pandemico lo ha dimostrato a più riprese, che oggi le aziende, i team e le persone sono chiamate a rispondere al cambiamento. In questo l’intelligenza emotiva influisce proprio su tale abilità.

Come fare a...
Come fare a…

Le emozioni guidano le nostre scelte e ispirano i nostri comportamenti. Sono inoltre una risposta diretta che ci dice in che modo muoverci.

Muoverci in quale direzione? Per noi umani ci sono soltanto tre o quattro possibilità.

Le due direzioni fondamentali sono “andare verso” oppure “via da”. Ci muoviamo verso ciò che associamo al piacere e scappiamo via da ciò che associamo al dolore.

La terza via è muoverci contro, cioè andare contro la minaccia o contro l’ostacolo con lo scopo di eliminare ciò che blocca i nostri progressi o mettere fine a una minaccia.

Esiste però una quarta strategia: fermarsi e non muoversi affatto. E a volte risulta essere la più utile, soprattutto se quelle emozioni non sono state gestite nel modo giusto.

Nei prossimi articoli ti indicherò 7 ingredienti per costruire un team emotivamente intelligenti. Continua a seguire questo blog e se non lo hai già fatto, iscriviti alla newsletter.

 

(articolo tratto dal libro “To be. To do. To get Transparent” di Luca Novello)