LE ABILITA’ DEL TEAM IE: Tolleranza allo stress & Risoluzione dei conflitti (3/4)

Hans Syele, uno dei primi ricercatori ad affrontare il tema dello stress (1974) lo ha definito come “la risposta non specifica del corpo a qualsiasi richiesta di cambiamento”.

La tolleranza allo stress è l’abilità di tenere a bada le sorprese spiacevoli una dopo l’altra.

Capita più spesso però che le persone conoscano una sola strategia per governare lo stress: sfoghi di rabbia, distrazioni momentanee o mix di farmaci fai-da-te.

Sarebbe di sicuro meglio salire su un tapis roulant e utilizzare la stessa energia per farsi qualche chilometro di corsa. Non soltanto ti libererebbe dallo stress, ma aumenterebbe anche la capacità del corpo di portare ossigeno sempre più in profondità nelle cellule.

Uno dei modi più duraturi per creare tolleranza allo stress (abilità n.5) è costruire solide relazioni tra i membri del team. Ciò richiede impegno, tempo, flessibilità, fiducia, e, di tanto in tanto, una certa dose di perdono.

Qui di seguito 7 ingredienti per aumentare la tolleranza allo stress all’interno di un team.

  1. Consapevolezza “ambientale”: consiste nel saper leggere con precisione ciò che ci si aspetta da te nell’ambiente sociale in cui ti trovi e determina la quantità di stress cui ti senti sottoposto
  2. Assertività: impara a comunicare alla squadra cosa hai imparato. Condividere la tua realtà emotiva fornisce un feedback utile al team
  3. Amore per se stessi: imparare ad accettarsi per ciò che si è. Per favorire il cambiamento serve il giusto apprezzamento all’interno del team e una “sana” gestione dell’errore. Un errore è un’opportunità preziosa per insegnare e imparare qualcosa.
  4. Benessere: a 360° gradi. Mente sana, corpo sano.
  5. Humor: auto-ironia. Ricorda che la risata rafforza il sistema immunitario, stimola la produzione di endorfine e riduce il cortisolo.
  6. Flessibilità: Per sviluppare una competenza serve forza (di volontà), perseveranza (andare avanti) e flessibilità (mentale).
  7. Umiltà; L’ingrediente top! Essa si manifesta nei grandi leader come la capacità di attribuire i successi alle persone che li circonda, assumendosi personalmente la responsabilità dei fallimenti. Che bel modo di stare in team!

Ti consiglio di allenare la flessibilità perché la tolleranza allo stress aumenta il potenziale del team e quindi anche il tuo. Come fare? L’esperienza mi dice che una delle strategie più efficaci per sviluppare tolleranza allo stress è una buona gestione del tempo. Fai tesoro dei consigli dati nei capitoli precedenti.

Inoltre:

  • accetta l’idea che un gruppo di persone sarà più intelligente che una sola persona
  • il team può essere una risorsa
  • chiedi confronti e feedback
  • aiuta i membri a sviluppare amore per se stessi
  • riduci lo stress aumentando le opzioni: “se non potessimo farlo in quel modo, cosa potremmo fare?”
  • crea rituali utili al team

Ma soprattutto… divertiti!

Abilità n.6: RISOLUZIONE DEI CONFLITTI

Chiarisco subito cosa intendo per conflitto; parola che deriva dal latino con-fligere, cioè “percuotere insieme”. Quindi definiamo il conflitto all’interno del team come una situazione caratterizzata da un disaccordo che nasce da una diversità di prospettive.

Risolvere un conflitto significa aiutare le persone a smettere di percuotersi l’un l’altro e iniziare a lavorare fianco a fianco.

Se ci pensi, ogni ecosistema esistente sulla terra è animato e rinnovato dal conflitto: acqua e vento scavano canyon; il fuoco distrugge le foreste permettendo la rigenerazione, come l’evaporazione dell’acqua rinnova le nuvole, portando acqua alle colture assetate.

Ecco allora che nasce una prospettiva diversa, quella del conflitto come un’opportunità.

Ma come convivere con questa situazione, oggi, quando calcoli, comunicazioni, relazioni si muovono velocissimi? Con flessibilità e adattabilità, in modo da affrontare in modo tempestivo il conflitto.

Qui di seguito alcune strategie per risolvere il conflitto all’interno della squadra con l’obiettivo di raggiungere un atteggiamento positivo e di apprendimento (non la perfezione!) nei confronti del conflitto stesso.

  1. Pazienza nell’ascoltare le persone
  2. Prospettiva. Vederla nelle differenti posizioni dei singoli
  3. Intenzione e attenzione. Intenzione di lavorare insieme come squadra e fare attenzione ai propri criteri (valori)
  4. Comunicazione.
  5. Empatia. Interesse, rispetto, avere cura delle persone
  6. Assertività e flessibilità
  7. Scelta nello stile di risoluzione dei conflitti[1]
  8. Umorismo e prospettiva: quanto sarà grave il conflitto tra 5 minuti? E tra 5 giorni? E tra 5 anni?
  9. Gratitudine. Esprimere la propria gratitudine agli altri serve per rinsaldare il legame

 

Ora ti voglio dare qualche informazione in più sui cinque tipi di azione per risolvere il conflitto.

 

  • Competizione: quando perseguiamo i nostri obiettivi senza preoccuparci di quelli altrui. Nella competizione, superare il conflitto significa vincere e per far prevalere la nostra posizione su quella dell’altro usiamo tutto il potere necessario.
  • Adeguamento: è l’opposto della competizione. Nell’adeguarci all’altro, neghiamo la nostra volontà per accettare quella altrui. Sacrifichiamo il nostro volere per obbedire a un ordine oppure cediamo al punto di vista di un’altra persona.
  • Elusione: quando non affrontiamo il conflitto, e non ci preoccupiamo quindi né del nostro volere né di quello altrui. La fuga si concretizza nel rimandare il conflitto a un momento successivo, nel ritirarsi definitivamente dalla situazione minacciosa oppure nell’eludere il problema in modo diplomatico.
  • Collaborazione: è assertiva e collaborativa ed è l’opposto della fuga. Quando collaboriamo, cerchiamo di lavorare con la persona con cui siamo in conflitto per trovare il modo di soddisfare la volontà di entrambi. Approfondiamo il problema, identifichiamo le preoccupazioni e i desideri reciproci e tentiamo di trovare una terza alternativa – magari con una soluzione creativa – che risponda alle esigenze di tutti.
  • Compromesso: quando cerchiamo un espediente, una via di mezzo che soddisfi in modo parziale ambo le parti. Il compromesso sta a metà tra la competizione e l’adattamento: al contrario della fuga, affronta direttamente il conflitto, ma non in modo così approfondito come accade nella collaborazione.

 

Qual è il migliore tra questi cinque stili di gestione del conflitto?

Tutti e nessuno. Infatti non ho una risposta sempre giusta da darti perché ognuna delle cinque modalità indicate può adattarsi in modo ottimale in un determinato contesto.

Ad esempio la competizione, in un momento di emergenza o di crisi, si rende necessaria per attivare un’azione rapida e decisiva.

La collaborazione risulta utile quando entrambe le parti (posizioni) sono troppo importanti per scendere a patti e creare un compromesso.

Il compromesso invece è una valida strategia quando le posizioni sono moderatamente importanti, ma non vale la pena impegnarsi in modelli più assertivi, o ancora quando si deve trovare una risoluzione rapida al conflitto.

Persino la fuga (elusione) è strategica di fronte a un conflitto banale: ci sono conflitti più importanti a cui dare la precedenza.

Infine l’adeguamento. Se ci rendiamo conto che stiamo sbagliando oppure quando vincere quel conflitto è molto più importante per l’altra persona di quanto non lo sia per noi, adeguarsi alla soluzione altrui è “vittorioso”.

Quindi qual è il migliore tra i cinque stili? Dipende è la miglior risposta possibile, perché ognuno dovrebbe usare uno di questi atteggiamenti in base alla situazione specifica in cui si trova.

Davanti a un conflitto non possiamo non considerare le emozioni che si innescano, soprattutto la rabbia che ne deriva, anche all’interno del team.

Ecco allora tre domande utili:

  1. Come possiamo gestire l’ambiente in modo che le emozioni non sfuggano di mano?
  2. In che modo ciascun compagno di squadra gestisce la propria rabbia?
  3. In che modo tu e i tuoi compagni di squadra rispondete alla rabbia quando si presenta?

Infine, a conclusione di questa sezione sui conflitti, ti suggerisco di attivare queste azioni per accrescere la capacità di risoluzione dei conflitti. Considera che è buona regola agire in modo tempestivo, cioè nel momento in cui il team inizia a manifestare emozioni come fastidio e/o frustrazione.

Ecco le linee guida:

  • rileva la situazione con rispetto
  • aspetta una risposta e ascolta
  • trova un modo per affrontare la questione
  • scopri quali dei 5 stili di risoluzione dei conflitti è il tuo preferito
  • sii paziente e riflessivo nel dimostrare assertività ed empatia con qualcuno che si sente arrabbiato

Buon lavoro!

[1] Kenneth Thomas e Ralph Kilmann propongono cinque stili con cui risolvere il conflitto: elusione, adeguamento, compromesso, competizione e collaborazione.