“Non mi riconosco più…”

“Non è la persona che ho conosciuto…”

“Non ci capiamo proprio. E se la lasciassi?”

E’ successo anche a te? Sono momenti difficili all’interno della coppia e spesso dolorosi. Ed è proprio nei momenti difficili, come gli ostacoli o le crisi, per esempio, che le persone solitamente reagiscono secondo due schemi:

  1. Si bloccano e tornano indietro.
  2. Vanno avanti e saltano l’ostacolo.

Ma sono le persone vincenti che davanti al muro si chiedono “cosa troverò al di là di esso, quando lo avrò superato?” e poi decidono di agire.

È questa la vera forza: sapere dove si vuole andare. Come coppia e come persona.

Così scriveva J. Harris negli anni ’60: “Siamo legati gli uni agli altri, e siamo persone, non cose. Gli uomini non sono cose da manipolare, ma persone da conoscere; non pagani da convertire, ma persone da ascoltare; non nemici da odiare, ma persone a cui andare incontro; non fratelli da mantenere, ma persone cui essere uniti da un vincolo di fratellanza.”

Se speri di cambiare gli altri (partner) prima di cambiare te stesso allora sei destinato a vivere un’esistenza di accuse, giudizi e frustrazioni. Coltiverai l’odio e la pretesa forzata di essere migliore degli altri. Una possibile conseguenza? Quella di perdere la tua identità.

Essere consapevoli significa avere le armi necessarie per combattere quelle abitudini linguistiche (errate!) che ormai fanno parte del nostro quotidiano, soprattutto nel rapporto di coppia.

Qualche esempio? Partiamo dalla lamentela. Sottolineare un comportamento inappropriato è lecito. E’ quando la lamentela sfocia nella critica che non va bene, perché non solo ferisci il partner nel suo “essere” ma contribuisci a distruggere la relazione stessa.

E che dire del disprezzo? Passare dalla critica al disprezzo è davvero questione di un attimo. Il passo è breve e purtroppo frequente, facendo comparire crepe a volte profonde nel rapporto di coppia. Vuoi riconoscere qualche campanello d’allarme? Ok, fatti questa domanda: mi capita spesso di rivolgermi a lui/lei con parole del tipo “mai, sempre, ogni volta, tutto”? Si? Nessun allarmismo, capita e si può rimediare.

Mettersi sulla difensiva. Ecco un altro nemico che compare nei momenti difficili della relazione di coppia. Caratteristica di questo comportamento dannoso per il rapporto è la messa in atto di uno o più dei seguenti atteggiamenti: il piagnisteo, i ripetuti “si, ma…, sì però…”, il fuoco incrociato (rispondere a una lamentela con una critica), avere una scusa sempre pronta o far partire il disco rotto del “non è colpa mia”.

Se alcune di queste situazioni ti suonano familiari forse è il caso di guardare dentro la tua relazione, “sentire” davvero le emozioni del partner e agire.

Quindi, nei problemi di coppia, come affrontare i momenti difficili? Ti sembrerà strano ma la cosa migliore da fare è quella di riprendere coscienza della propria identità. In che modo? Fai domande, a te stesso e alla persona che ami. Infatti “uno dei modi con cui le persone creano, all’interno della famiglia, la propria sofferenza e infelicità è quello di dare per scontato che sono in grado di conoscere i pensieri e i sentimenti di un’altra persona, senza che quest’altra comunichi apertamente i suoi pensieri e sentimenti”.

Per quanto mi riguarda, posso dire che Virginia Satir ha ragione. Inizia a fare domande, e domande di qualità per conoscere i desideri, i sogni, i sentimenti, le emozioni di chi sta a fianco. Forse ciò che credevi vero, vero non è. A questo punto ti invito a riflettere sul modo in cui ti rivolgi alla persona che ami. Sei sicuro di non essere caduto in uno o più di queste trappole? Niente paura, sei ancora in tempo per aggiustare il tiro e far tornare l’armonia nella tua relazione.

D’accordo Luca, dirà qualcuno, ma quando ci sono i bambini di mezzo?

Diventare genitori è un’esperienza molto gratificante, addirittura incredibile per certi versi. Esperienza che ho vissuto e vivo quotidianamente con grande amore.

Certo, faresti qualsiasi cosa per tuo figlio/a, questo lo comprendo e in linea di principio lo condivido. Capita però che, a volte, dopo la nascita di un bambino, la coppia perda la sua identità. Ed è questo un altro di quei momenti difficili da affrontare.

Hai presente quando sali in aereo e il personale di bordo ti spiega cosa fare in caso di avaria? Dice forse di mettere prima la maschera ad ossigeno al tuo compagno o al tuo bambino e poi di occuparti della tua? No. Ti mostra e ti dice di fare esattamente l’opposto. Perché se non sei in grado di prenderti cura di te stesso, come puoi farlo con gli altri?

Prendersi cura dei figli è importante. E prendersi cura di se stessi è doveroso.

Sei una persona e non solo un genitore. Tienilo bene a mente.

Purtroppo questa è una delle cose più difficili da fare all’interno della coppia. E in alcuni casi potresti dover considerare l’ipotesi di rivolgerti a un professionista. Ci sono varie figure professionali in grado di risolvere questo tipo di conflitti. In base alla mia esperienza il life coaching e la PNL si sono dimostrati un approccio molto efficace, facendo leva sulle strutture del linguaggio, scavalcando ad esempio i tranelli della “lettura della mente” e le convinzioni limitanti basate sulle proprie credenze, per dirtene un paio.

Quindi, oltre alla consapevolezza di essere un genitore, ricordati che hai ancora un marito o una moglie, che oltre a un padre o a una madre sei ancora il compagno/a che l’altro/a ha scelto per compiere il suo viaggio nell’amore. Ritagliati uno spazio tutto per voi due, dove coltivare il bisogno della tua connessione emotiva. E’ importante.

Cosa puoi fare già da adesso per affrontare i momenti difficili che potresti incontrare nella tua relazione? Molto, direi. Come cercare di essere migliore per vivere al meglio il tuo rapporto di coppia. E non intendo essere l’eterno vincitore o di primeggiare in assoluto. Nulla di tutto ciò. Quel che ti sto consigliando di fare è di iniziare a essere migliore di ciò che sei stato fino a ieri. Perché la competizione è con te stesso: apri le porte a nuove prospettive, svincolate dal giudizio superfluo insito nel sentirsi superiori gli altri. Ascolta il tuo compagno/a. Osservalo/a attentamente e riconquista il tuo ruolo: farai del bene a te stesso e alla tua metà.

E ricorda: dai il tuo meglio.